Il mondo del social media marketing è un banco truccato

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Il mondo dei social, del social media marketing
è una partita truccata. Prima di darmi del matto, cercate di seguirmi
e immaginate con me questa scena, questa situazione. Allora immaginiamo che il mondo del social
media marketing per le aziende ma non solo, per gli influencer, i privati eccetera, sia
un tavolo da gioco, un tavolo da roulette, da black jack, da gioco. Immaginate che i
partecipanti a questa partita siano i social media manager, di piccole e grandi aziende,
tutti coloro che in qualche modo creano le strategie e usano i social per lavoro. Tutti
quelli che sono attorno e vedono la partita è il pubblico, cioè persone che non sono
addette ai lavori, che non sono dentro a questo settore e questo mercato, ma che guardano
questo mercato da fuori, in qualche modo, passatemi il termine, lo subiscono.
A capotavola di questo tavolo, c’è il croupier, colui che dirige la partita e il gioco, che
dovrebbe essere diciamo il banco no? Quello che vince sempre in pratica. Allora, immaginate
che il croupier sia Instagram, piuttosto che Facebook, YouTube, Google eccetera, che sia
il proprietario della piattaforma sulla quale avviene tutto quanto, bene.
Se tutte le persone che giocano barano, e anche il croupier bara, allora il gioco è
un’enorme, un’enorme truffa diciamo no? È tutto un gigantesco gioco dove tutti sanno
che si sta barando tranne le persone attorno. Quindi, se io sono il banco e so che voi barate
mentre giocate a questo tavolo, ma non dico niente, è il banco stesso ad essere truccato,
le persone attorno che stanno giocando lo sanno, il banco lo sa, quelli che guardano
no. Ecco, il mondo dei social media da un certo
punto di vista è così. I proprietari delle piattaforme come per esempio Instagram, in
particolare Instagram, è una piattaforma molto tirata per i capelli dal punto di vista
della trasparenza, perché? Perché si possono trovare servizi di tutti i tipi che ti vendono
follower, che ti vendono like, che ti vendono commenti, che ti vendono qualunque altra cosa
veri o no. Cioè bot che fanno attività posticce oppure di persone ed individui veri.
Tutte le piattaforme sono così, chi più, chi meno, Instagram è certamente quella più
dopata, più gonfiata. Instagram lo sa ma questa cosa non esce, perché se uscisse,
nessuno più investirebbe, aggiungo, Instagram lo sa ma è meglio non dirlo perché sennò
poi non crescono più i canali e quindi la gente non viene più. Chi fa questo tipo di
attività lo sa ma è meglio non dirlo perché poi si capisce come faccio a crescere i miei
canali e roba di questo genere. Io a mia volta faccio un’attività di follow/unfollow,
con un servizio gratuito che potete trovare ovunque, non chiedetemi quale perché non
voglio fargli pubblicità. Permette di seguire persone che siano affini, in molti casi si
può anche scegliere dei profili i cui follower sono affini a te, si seguono e poi si decide
di smettere di seguirli dopo tot di tempo oppure di non smettere di seguirli.
Questo perché? Perché è un modo banale se vogliamo, semplice se vogliamo, ma certamente
uno dei pochi modi per far crescere un canale oltre a fare ottimo contenuto, perché io
poi faccio contenuti tutti i giorni, faccio foto, faccio video, faccio stories, faccio
una IGTV al giorno, quindi non è che non faccio contenuto. Ma in un social in cui non
esiste la socialità, o meglio, in un social dove non esiste la condivisione e la possibilità
di viralizzre come Instagram, è del tutto impossibile far crescere un profilo, anche
facendo ottimo contenuto. Perché se tu fai ottimissimo contenuto ma ti vedono sempre
quelli e non hai la possibilità di uscire da quella cerchia, è difficile aumentare
il tuo canale. Oppure si paga, si fa advertising, cosa che
peraltro io faccio su Instagram e funziona e va benissimo, ma non trovo scandaloso il
fatto di fare follow/unfollow, è permesso dal banco, è una cosa che in qualche modo
fanno tutti per, tra l’altro io lo faccio su persone reali che siano in target con quello
che faccio io, e quindi non è una cosa così terribile e così scandalosa. Il punto è
che ci si sconvolge, ci si turba. Tutti lo sanno, lo sanno tutti, questa non
è un’autodenuncia e non c’è niente di illegale in quello che sto facendo e in quello
che fanno gli altri social media manager che fanno un tipo di attività di questo tipo.
Il punto è che in altri canali come per esempio LinkedIn, non l’ho mai fatto assolutamente
e non ci ho mai pensato, Facebook tanto meno, ma perché? Perché lì esiste la possibilità
di far uscire un contenuto di qualità e che questo contenuto giri proprio perché di qualità,
attraverso il condividi, su Instagram no. Quindi io sfido chiunque a dirmi oltre a produrre
ottimo contenuto e a pagare, come è possibile far crescere un profilo senza fare attività
di: io seguo persone in target sperando che loro mi seguano, che cosa c’è di sbagliato
in questo? Rock & roll.

3 COMMENTS

  1. Grazie per la tua sincerità perché non se ne può più di sentire i fenomeni che parlano di crescita organica SENZA BOT, quando TUTTI LI USANO e non ne parlano. Cosa c'è di sbagliato? Secondo me di sbagliato c'è che gli utenti non lo sanno o non hanno una reale idea di come funzioni; di sbagliato c'è che i social network stanno diventando solo l'ennesimo canale di vendita di prodotti alla faccia della community; di sbagliato c'è che sì, non paghi niente per usare il social, ma guadagnano sui dati tuoi, senza nemmeno proporti di fare a metà(Preferirei pagare un abbonamento a Instagram/ Facebook e prendermi una quota per ogni volta che un azienda usa i miei dati per profilare le sue campagne pubblicitarie, tu no?) Di sbagliato c'è che si riempiono la bocca con parole bellissime come CONTENT IS KING, INTERAZIONI REALI, CREAZIONE DI COMMUNITY e altre cazzate del genere ma alla fine cosa conta? PIÙ' PAGHI MEGLIO E' ( vedi quello che è successo su Amazon recentemente)', che sia per i bot o per le ads o per le recensioni fasulle o per gli influencer (…CHE SE LI PAGHI VUOI CHE DICANO CHE IL TUO PRODOTTO E' UNA MERDA???) non cambia e devi pagare anche tanto, perché la competizione è altissima, soprattutto su piattaforme come Instagram e Facebook. E il prossimo sarà whatsapp e ci troveremo sommersi di pubblicità anche lì. E allora, ragionando da utente NORMALE, che è poi quello che interessa a noi, dopo un po mi rompo le palle e migro verso piattaforme meno invadenti, migro verso gruppi chiusi, migro verso social network sconosciuti…migro verso quel DARK WEB tanto agognato, rimango nelle chat, tolgo la localizzazione, uso motori di ricerca alternativi, etc… Ho iniziato a fare questo lavoro perché credevo davvero nella costruzione di un nuovo tipo di rapporto B2C basato sui contenuti e sulle storie reali, invece ormai è tutto pubblicità. E anche i colleghi puntano solo sull'advertising perché genera più risultati nel breve periodo, e lo capisco eh, con i clienti che sanno solo dire VENDERE VENDERE, ma per me che mi occupo dei contenuti è una tristezza incredibile, soprattutto quando parlo con i clienti.

    OK, ORA LINCIATEMI.

  2. Secondo me non hai idea di quello che stai dicendo. Instagram sa perfettamente che esistono tutti questi stratagemmi e lavora quotidianamente per bloccare questo tipo di attività. La crescita forzata è tutta a discapito di Instagram, se ho il bot che mi fa 200 followers al giorno non caccio un euro a IG.
    Parlo da addetto ai lavori con 5 anni di esperienza. È proprio l’utilizzo dei bot che limita la crescita di un profilo, misto a strategie sbagliate.
    Sono disponibile ad un confronto.

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